Blue Desert - Opera di Pace
Il Deserto Blu è una delle tante meraviglie del Sinai. Si tratta di un altopiano situato tra le montagne dall’inconfondibile aspetto lunare, nel tratto di terra compreso tra Dahab e Santa Caterina. Nel 1981 l’artista belga Jean Verame, in occasione della fine della guerra tra Egitto e Israele, con il permesso di Anwar El Sadat, dipinse di un intenso azzurro, simbolo di pace, numerosi massi rocciosi (circa 4.000) che furono teatro di battaglia nel 1967.
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Per realizzare la sua opera Jean Verame utilizzò quasi 10 tonnellate di vernice, riuscendo a dipingere quattro miglia di Sinai, la sua performance, però, fu per molto tempo al centro di feroci polemiche. È un luogo facilmente visitabile in una giornata, ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.
L’inconsueta tonalità azzurra delle rocce, in contrasto con il color ocra del deserto circostante, ha un impatto unico e, per chi ha la fortuna di ammirarlo, costituisce un ricordo indelebile nel tempo. Artista di nazionalità belga, Jean Verame si dedica principalmente alla pittura di pietre nel deserto, utilizzando pitture acriliche, in grado di resistere al calore del sole, di tonalità differenti: dall’azzurro, al rosso fino all’oro. L’avventura e l’esplorazione sono parte integrante delle sue opere. La sua “Land Art” è sostanzialmente un’arte ecologica, ideata, progettata e realizzata nel totale rispetto dell’ambiente in cui si lavora. Jean Verame, con le sue creazioni, è il modello di artista lontano dal consumismo e dall’idea di arte da collezione, capace di creare delle opere immortali in netto contrasto con la “normale” visione della realtà. |
Dahab è il nome arabo di “oro” ed è certo che il nome è derivato dal colore della sabbia dorata e fine delle spiagge.
La combinazione di soffice sabbia, acqua blu e una fila di palme lussureggianti hanno reso famoso quello che una volta era il villaggio beduino di Assalah.
Potremmo definirla l’anti-Sharm: qui il turismo di massa passa solo con le jeep o i bus che fanno sosta prima di rientrare a Sharm dal Sinai.
Tanti invece sono i giovani europei che scelgono i piccoli caratteristici alberghi lungo la deliziosa baia di Ghazala .... lo spirito bohemian aleggia nell’aria; durante l’occupazione israeliana i soldati controllavano le spiagge invase dagli hippie europei e americani.
Fuori dal centro abitato troviamo larilassante baia di el-Qura.
Solo poche decine di kilometri a nord e a sud di Dahab si trovano importanti siti per le immersioni subacquee tra i quali impera il Blue Hole-buco blu.
A sud le oasi di Qnai el-Rayan e Qnai el-Atschan. |
Situato nella regione di Abu Galum, area protetta che ricopre un'estensione di 400 km2 e include vari ecosistemi costieri e montani unici nel Golfo di Aqaba. La ricca barriera corallina e l'incredibile quantita' di differenti specie di pesci tolgono veramente il respiro. The Bells e' una piccola apertura naturale nel muro di roccia: scende fino a 30 metri. Il muro invece arriva a una profondita' di 220 metri. Blue Hole e' profondo 120 m e largo 150 m., con un bordo circolare di corallo duro.
Si narra che il cratere sia stato originato da un meteorite caduto nei tempi antichi. |
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L’oasi di Feiran è la piu’ grande del Sinai e uno dei terreni archeologici piu’ importanti.
La leggenda vuole che Mosè spostando una roccia scoprisse una sorgente che dissetò il suo popolo. Feiran è inoltre il sito di Rafadim, l’oasi dove gli ebrei combatterono aspre battaglie contro i loro nemici Ameleciti.A Feiran ci sono le rovine di 12 vecchie chiese alcune risalenti al 400 d.c. quando l’oasi divenne un centro religioso per i monaci ed i pellegrini, molti dei quali sulla strada per il Monte Sinai e del Monastero di Santa Caterina.
Per i pellegrini e i credenti che sono passati durante i secoli, una giornata a Feiran, è come passare attraverso un intero capitolo dell’Esodo del Vecchio Testamento.
Da vedere all’interno dell’oasi la roccia dove Mosè trovò l’acqua nell’entrata ovest e il monte Tahoun che la protegge ad est e la cui cima si suppose essere il punto da dove Mosè osservò la battaglia degli ebrei contro gli Ameleciti. In cima alla montagna c’è una vecchia croce e le rovine di una vecchia chiesa.
Il cuore dell’oasi è uno spettacolare giardino di palme lussureggianti lungo quattro chilometri, questa è la ragione per cui Feiran viene definita la “perla del Sinai”. |