Durante il periodo predinastico si ebbero in Egitto diverse confederazioni con capi politici eo sovrani residenti in una capitale. Capitale del Basso Egitto era Buto, quella dell’alto Egitto Nekhet, poi con l’unione dei due regni sotto Narmer, la città di Menfi divenne la prima capitale dell’Egitto unificato.
Nel corso dei secoli la capitale fu spostata varie volte fino a che nel 332 a.C., con l’arrivo di Alessandro Magno, fu trasferita ad Alessandria e tale rimase fino a tutto il periodo tolemaico e romano. Dopo che nell’Egitto venne introdotto l’Islam, vengono fondate, di volta in volta, più capitali tutte di chiara impronta militare, che con il tempo si riunirono per fondare una sola città. Nel 969 viene fondata la nuova città di Al Kahira, l’attuale Il Cairo il cui nome significa la Vittoriosa, che da allora divenne capitale dell’Egitto e centro del’Islam.
Il Cairo, una città vivace, complicata e affascinante. Una metropoli smisurata, che nel censimento del 1874 contava 374mila abitanti e oggi si crede (ma nessuno lo sa con certezza) che arrivi ai 15milioni.
A colpire immediatamente è il contrasto tra passato e presente, tra ricchezza e povertà. I marciapiedi pullulano di botteghe a cielo aperto e ovunque i venditori ambulanti vantano a gran voce la qualità della loro merce.Il traffico non si ferma mai, e per far sentire la loro voce nel frastuono generale, i muezzin si affidano a potenti altoparlanti. Eppure proprio il frastuono, la folla colorata, la confusione accresce il fascino del Cairo. D’altra parte, da migliaia di anni, questo è il cuore dell’Egitto, che ha avuto nomi diversi (Menfi, Babylon, Al-Qàhira) invasori e periodi di decadenza. Qui sono nati i grandi capolavori del periodo faraonico e dell’arte islamica. E tutto ciò ha contribuito ad accrescere la magia del “faro d’Oriente”. Arrivando in aereo si vedono i minareti e i grandi edifici stagliarsi nella verde valle che emerge improvvisa dalle sponde del Nilo, in mezzo allo spazio infinito del deserto: la grande oasi.
Sulle colline di Mokattam, sulla sponda orientale del Nilo, spicca la mole imponente di Salah El Din El Ayobi, la Cittadella di Saladino, ai piedi della quale si contano decine di antiche moschee. Tra queste, la moschea di Al Azhar rappresenta il più antico centro del sapere islamico. I suoi Ulema, i “dottori della legge” ancora oggi interpretano il Corano e influenzano tutta la vita sociale egiziana. Sull’altra sponda, sulla collina di Giza, si innalzano invece le tre piramidi e la Sfinge, simboli dell’antica potenza dei faraoni. In mezzo sorge Il Cairo moderno, con i viali, le piazze, i giardini, gli alberghi di lusso e persino una torre alta 187 metri nell’isola di Gezira. Ci vorrebbero mesi per visitare i 26 musei, le migliaia di moschee, i tantissimi monumenti islamici e copti el’affascinante bazar che ha ormai compiuto cinquecento anni.
Tra le moschee più importanti: la moschea del sultano Assan, edificata tra il 1356 e il 1363 su una superficie di ottomila metri quadrati e considerata un capolavoro dell’arte araba. La moschea di Al Rifai, costruita da una donna, la principessa Koshiar Hanem , al cui interno si trovano le tombe della famiglia reale egiziana, fino a re Faruk esiliato dopo la rivoluzione del 1952. Infine, la moschea Mohammed Ali, che con la sua grande cupola, gli alabastri e i lampadari di cristallo, è diventata uno dei simboli del Cairo.
Costruita nel 1830 ad opera dell’architetto greco Yussef Bochna, che risiedeva in Turchia e la costruì prendendo a modello Santa Sofia ad Istanbul, è divenuta l’emblema del Cairo. E’ composta da due parti: la moschea vera e propria e la corte, al centro della quale si trova la bella fontana delle abluzioni. Di forma quadrata, ha una cupola centrale di 21 metri di diametro e 52 di altezza che poggia su quattro pilastri quadrati.
Caratterizzata da una gran quantità di alabastro è illuminata all’interno da numerosi lampadari di cristallo concentrici sospesi a catene.
Altrettanto importante la monumentale Cittadella, sede del governo fino al 1874, e il Museo Egizio, che raccoglie la più notevole collezione di arte egizia del mondo: uno scrigno di tesori inestimabili, colossali statue, altari, arredi, sarcofagi, mummie, maschere funerarie e gioielli.
  
Le giornate al Cairo non possono che concludersi con la visita alla Sfinge e alle piramidi di Micerino, Kefren e Keope situate nella piana di el-Giza, che è un primo, indimenticabile impatto con la monumentalità faraonica e il simbolo stesso dell’Egitto. Sulla costruzione delle piramidi si è spesso fantasticato anche se sembra, comunque, che siano la rappresentazione in pietra dei raggi solari, o più poeticamente le braccia del Sole, il dio Amon-Ra. Un modo, insomma, per unire l’umano e il divino. In ogni caso, la straordinaria necropoli di Giza, che risale al 2500 a.C. è l’unica rimasta delle Sette Meraviglie del Mondo.
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